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Attimi che vanno


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Pensiero Razionale:Tutto si aggiunta - ma tutto ha una fine.
Pensiero Amoroso: Niente si aggiusta-e tuttavia le cose vanno avanti lo stesso..







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Ti ho cercato nel silenzio e non ti ho trovato
ho provato nella tenebra e non ti ho trovato
sono andato allora alla luce
ma non sapeva dirmi dov'eri.
Solo, ho quindi alzato gli occhi al cielo
e lì, dove mai ti avrei cercato, ti ho infine visto.


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Chiedete al micio l'orario

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Qualche sorriso


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La passione amorosa è un delirio ma il delirio non è poi così straordinario, tutti ne parlano e ormai non fa più paura.Enigmatica è semmai la perdita di delirio:dove porta?.

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sabato, 05 luglio 2008

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Una persona ha scritto di me qualcosa di molto bello, e che le mie parole fanno sognare. Vorrei poter vedere nelle mie parole le stesse cose che forse altri vedono e non solo i stendardi dolorosi di ricordi che non vanno mai via dalla mente. Spilli conficcati nell'antro segreto del cuore che si fanno sentire di tanto in tanto e rievocano al mio sguardo immagini che il tempo cerca di seppellire sotto le sue ceneri. Ma gli occhi umani hanno altri modi di vedere una stessa cosa, e se dietro le nere parole che escono da me e dalle mie dita, qualcuno vede qualcosa che lo fa stare bene o sognare allora sono un demone con qualche speranza ancora di salvezza.

Pensieri di: FelinoNero alle ore 16:55

sabato, 05 luglio 2008

no

La non gratitudine è una brutta cosa, e chi è ingrato una brutta bestia.

Ho smosso quante più persone potevo per aiutarti e tu mi ripaghi cosi.

Adesso con me hai chiuso, ora e per sempre, vattene dove vuoi e con chi.

Qualunque cosa ti accade non mi riguarderà più da oggi in poi. Mai piu.

Ti ho dato tempo, nella mia collera, di farti avanti e spiegarmi il perchè

di quelle atroci menzogne e segreti che hanno rovinato la mia vita.

Non hai voluto farlo, chiuso nel tuo orgoglio mal piazzato.Ora è finita.

Cancellare anni di convivenza insieme non è poi cosi difficile, non mancherai.

Ho solo il rimorso di averti creduto ciecamente, quel primo giorno di lavoro.

Se anche cosi non ti è chiaro, abbi le palle di venire da me e aprire la bocca

per dirmi quello che pensi, una buona volta e per tutte.

Altrimenti, qui finiscono i saluti e vai pure all'inferno Arin

Pensieri di: FelinoNero alle ore 16:21
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giovedì, 03 luglio 2008

allontanatipp2

 

 

Basta

Poche sillabe

per dirti quello che devo

Sparisci dalla mia vita

Vattene

E non voltarti indietro

Non questa volta

E' troppo tardi

Vattene

Oggi e per sempre.

 

Pensieri di: FelinoNero alle ore 23:16

lunedì, 30 giugno 2008

joSweeney Todd. Il barbiere malefico di Fleet Street. Ieri sera,io e altri ci siamo visti il film in un modo un po inusuale. Poichè non l'ho trovato nel centro noleggio in cui vado sempre ( ha chiuso i battenti ) io mi sono incaponito a vederlo e me lo sono visto tutto quanto su youtube ( una parte in italiano e l'altra in inglese ). Bel film, molto truculento, molto violento e sangue a fiotti peggio di Kill Bill, il barbiere ( J. Deep ) canticchiava e squarciava gole, questo per buoni cinque minuti se non oltre della seconda parte del film ( cosa che ha provocato strane reazioni in uno degli uomini di Robert ). Il film è completamente diverso dal libro, la storia è del tutto diversa ma la cattiveria del personaggio e la sua mania del sangue è rimasta inalterata. Meglio cosi, almeno non mi ha svelato il finale del libro che ancora non ho finito di leggere. La sola cosa veramente noiosa, sono state le troppe canzoni, io e gli altri a un momento stavamo morendo dalle troppe canzoni che voglio dire all'una di notte fanno il loro effetto devastante. Voto finale : 7 e mezzo. Ma l'attore, solo lui prende 10.

Pensieri di: FelinoNero alle ore 12:19

sabato, 28 giugno 2008

man-aloneWellis. Ho solo queste sei lettere di te, il solo modo per chiamarti.E devono bastare quando urlo questo nome che non è nemmeno il tuo perchè tu faccia attenzione e mi segua. Wellis.Ti hanno consegnato a me come si consegna un pacco, in gran segreto. Ti osservo da ieri e cerco di capire di che nazione sei, difficile scoprirlo perchè con me parli solo inglese. Il tuo viso può appartenere a una qualunque razza europea, i tuoi capelli neri e gli occhi scuri non dicono nulla di particolare. Non posso risalire ad alcuna informazione su di te. Proteggerti è il mio compito, ad ogni costo. Inizialmente non mi piacevi,avrei svolto il mio lavoro professionalmente e freddamente, senza particolare interesse. Qualcosa in te mi ha fatto cambiare idea. Non sei il gran bastardo superficiale e egocentrico che credevo. Hai paura. Come tutti quelli che si trovano nella tua posizione.Mi osservi in tutto quello che faccio, leggo nei tuoi occhi che vorresti essere lontano da qui, che non vorresti avermi come unica certezza di arrivare alla tua meta vivo, eppure devi accettarmi. Dobbiamo accettare questa convivenza forzata. Tu non hai scelta. Parli poco e in maniera diffidente, sai che io non farò alcuna domanda perchè sono tenuto al silenzio e questa è la sola cosa che ti fa stare in parte sereno. Ti ho sentito urlare questa notte nel sonno, non deve essere facile la tua vita. Cosa hai fatto per trovarti in questo guaio..non sono molti quelli che necessitano di un trattamento simile. Sei testardo. Non ti fidi nemmeno di me e hai provato due volte a scappare. Mi sono chiesto cosa avrei pensato nel ritrovarti in mezzo a una strada senza vita. Avrai una famiglia Wellis da qualche parte? Che cosa strana dover salvare la vita di un perfetto sconosciuto. Chi l'ha fatto, saprà come mi sento.  

Pensieri di: FelinoNero alle ore 17:31

sabato, 28 giugno 2008

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Questo post lo dedico ai miei uomini, di Praga e Mosca, di cui non parlo quasi mai ma che senza loro non sarei l'uomo che sono e forse nemmeno qui per poterlo scrivere. Descriverli tutti sarebbe una cosa troppo lunga perchè ne sono in tanti e tutti uno diverso dall'altro, qui parlerò di quelli a me piu vicini e che oltre essere i miei uomini ( lavorativamente parlando ) sono anche miei amici e persone con cui sono cresciuto per 13 anni da quando ho avuto il mio incarico.

Mosca

Il primo e forse più importante di tutti è sicuramente Daniel,[olandese], o per me e gli altri semplificato in Dan: amico da quasi 15 anni e nel tempo compagno di lavoro, aiutante, salvezza e ancora di appoggio. E' di qualche anno più piccolo di me ma il suo cervello è un pc capace di immagazinare dati in quantità abnormi, è un amante sfegatato dell'elettronica e un vero genio dell'informatica, ama la vita, è fedele e sa cos'è l'amicizia che per lui è più importante dell'amore o della famiglia. Non lavora prettamente per me ma per mio zio ( cosa che gli ha dato una pazienza innata capace di sopportare tutto e tutti ). La cosa che io e gli altri adoriamo in lui è quel suo sorriso che non sparisce mai, nemmeno quando gli fanno del male o si trova a terra, ferito, pestato, depresso o incazzato. "Noi ce ne andremo tutti, ma Dan resterà sempre " è la frase di rito quando si parla di lui.

Praga

Il secondo, importante e fondamentale ( almeno fino a un mese fa ) era Arin,[danese] che credevo un amico oltre al mio braccio destro e sinistro, capace a modo suo di risolvere tutti i problemi, anche quelli più difficili. E' stato con me dal primo giorno in cui ho messo piede nella sede di Praga e mi ha sempre sostenuto come un fratello maggiore, se doveva mettermi a tacere lo faceva, se doveva salvarmi era in prima linea, se doveva farmi ragionare o semplicemente non era daccordo con una mia idea non si è mai fatto il problema di tacere o ubbidire, anzi, qualche volta è arrivato a minacciarmi per ottenere quello che voleva. Arin, o Ar per molti, è stato un amico,il "fratellone" che Daniel reputa ancora tale, mentre tra me e lui i rapporti adesso sono completamente rovinati.

Praga

Marcus[tedesco], come non parlare di lui. Alleato estremo, pezzo d'uomo alto quasi due metri, viso molto attraente ma mani così pesanti che perfino lui ha paura di toccare qualcuno o qualcosa senza distruggerlo. A dispetto della sua prestanza fisica ha sviluppato una delicatezza nei movimenti che è la sua peculiarità. E' capace di arrivarti dietro le spalle senza farsi sentire. Il nostro " hulk" capace di violenze spaventose se nervoso ma di una dolcezza immane quando gli si mostra attenzione e affetto.Ama il giardinaggio ed è stranamente superstizioso ( se gli parli di astrologia e magia sgrana occhioni e si dimentica del mondo intorno ).

Mosca

Mattew, [ ucraino ] chiamato dai più Orlando furioso o scienzato pazzo , è uno dei membri interni più amati e discussi della sede, alto, magro, nervoso, con qualche tic che lo re ndono unico e quella sua mania di igiene a volte insopportabile.E' estremante riservato sulle sue faccende personali ma incapace di mentire ( perfino da andare a fare la spia se vede qualcosa che non va ) fedele fino al midollo, irruento, irrequieto ( non lo si vede fermo da una parte per oltre un secondo ) e parla come una mitragliatrice, riesce a dire ottanta parole al secondo. E' decisamente bello, decisamente attraente e le donne gli cadono ai piedi come pere, ma lui nemmeno se ne accorge, credendosi completamente incapace di relazionarsi con altro che non siano i suoi libri di chimica e i suoi bizzarri esperimenti.Il suo hobby preferito è l'osservazione dei vetrini e dei batteri.

Praga

Linart [ ceco ] chiamato affettuosamente Lenny è come un cuginetto per me, assolutamente dipendente dai miei ordini e poco indipendente di suo, ha bisogno e ama essere guidato dal suo capo ( io ) e mi si affida come un cucciolo senza mai protestare. E'  simpatico ( anche se qualche volta inizia una battuta e crede di finirla ma in effetti la finisce nella mente ) solare, allegro e compagno di avventure di Daniel le volte che si vedono. E' appassionato di veleni e serpenti, in casa sua ha un pitone ( motivo per cui non vado mai ) e adora altrettanto i ragni ( io sono racnofobo ). La sola cosa in comune che abbiamo sono i gusti per l'elettronica e il cibo messicano. Diverse volte mi ha aiutato in casi estremi e la cosa che ha in grandi quantità è il coraggio.

Mosca

Albert [ tedesco ] è forse uno dei piu misteriosi del gruppo. Adoro il modo in cui si veste, come parla, come mangia e ogni cosa che fa sembra fatta in modo perfetto, pulito, impeccabile. Su lui girano diverse dicerie e leggende metropolitane, alcuni dei miei lo vogliono vedere come una specie di vampiro diurno,altri un alieno in corpo umano e qualcuno ancora un immortale. In effetti, credo che il suo corpo sia piuttosto resistente, quando molti di noi siamo usciti quasi a pezzi da certe situazioni, lui era quello che stava sempre meglio e con meno lividi o ferite. E' assolutamente bello, bello da contemplare, bello come un quadro, bello come un principe di altri tempi e decisamente molto colto ( possiede tre lauree in ambiti completamente diversi ). Gentile, educato, raffinato, onesto, disponibile. Ama leggere, e lo fa ovunque, anche mentre lavoriamo. Al mondo non ha nessuno oltre la sua sorellina e per lei sarebbe capace di distruggere l'intero universo per salvarla o accontentarla. Se ha scelto questo lavoro, è per lei.

Mosca

Mikail [ russo ] è un vero rompicapo di uomo. E' laureato in fisica ed è un patito degli aerei, scappa dal lavoro per poterne usare uno appena può e dice di sentirsi a casa solo stando in aria. E' poco loquace e quando parla è difficile capirlo ( conosce oltre dieci lingue e tende a usarle tutte anche se sa che qualcuno non le capisce ). Piu che un soldato sembra un modello a vederlo, gli piace il silenzio e ha strane crisi di nervi quando intorno a lui si verificano eventi imprevisti o qualcuno degli altri fa troppo chiasso. Animalista convinto, diventa intrattabile quando vede qualcuno far del male anche solo a una formica ( in questo io e lui siamo identici ) e la sua mascotte personale è un topo bianco che ha chiamato con un nome irripetibile ( che secondo me non è nemmeno un nome umano ). Grazie a lui gli uffici vanno avanti senza mai intoppi, perfezionista fino al parossismo. Alcuni lo hanno sopranominato Machine.

Praga

Ellen [ olandese ] è la mia segretaria personale, ragazza stupenda e scelta a suo tempo da mio zio e mio padre, era allora un cubo di ghiaccio impenetrabile e con il tempo è diventata aperta e disponibile, dolce anche. La sola che è rimasta dopo il radicale cambiamento avvenuto sei anni fa, la sola che i miei uomini non accettano di perdere. Capelli neri e occhi color ghiaccio ( che possono essere inquietanti quando è nervosa ) ma un sorriso che sa ammaliare chiunque e rimbecillire ogni uomo. Fredda, determinata, astuta, furba e decisamente pronta di riflessi. Ama le armi e non l'ho mai vista vestita con una gonna, predilige abiti severi e cravatte stile uomo ( che i miei trovano particolamente sexy ). Laureata in lingue e con un cervello da paura, è capace di mettere a tacere anche il Padre Eterno se vuole.

Tutti gli altri, sono ugualmente importanti e dato che sono oltre un centinaio di persone non posso scriverli tutti qui ma ringrazio ogniuno di loro per il lavoro che svolge e per la propria pazienza con me, che non sono un capo facile da sopportare ne da trattare.

grazie

Pensieri di: FelinoNero alle ore 15:39

giovedì, 26 giugno 2008

Estetisti.

Immenso il mio rispetto per loro

Svolgono un grande lavoro e sono utili

Ma avete mai provato a farvi fare, voi maschi

una pulizia del viso ?

Credo che le torture medievali sono meno dolorose.

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Compleanno di Serena, amica stretta mia e di Alessandro. Le regaliamo una giornata in una beauty farm e lei inizia andando nelle mani dell'estetista. Incauti noi, decidiamo di farle compagnia e entriamo con lei, prendendola in giro mentre si siede e iniziano i " lavori " sulla sua pelle. Il programma è lungo, manicure, pedicure, pulizia del viso e qualche altro trattamento. Osserviamo, noi maschi ignoranti in materia, tutte le donne che le stanno in cerchio e si occupano di ogni pezzo del suo corpo.Serena ogni tanto geme di dolore e noi ridiamo, il regalo lo ha voluto sotto questa forma e se lo tiene. Circa un ora dopo Serena, piena di roba bianca sulla faccia che sembra calcestruzzo cerca di parlare e ci lancia una sfida. << Fate tanto i gradassi, vediamo se avete il coraggio di farvi una pulizia del viso >>. Noi ridiamo sguaiatamente e con un fiero e virile " Certo! E che ci vuole " ci sediamo per essere letteralmente assaliti dalle ragazze estetiste che iniziano a perlustrare la nostra pelle centimetro per centimetro. Una di loro mi ronza intorno studiandomi e se ne esce dicendo che non c'è molto lavoro per fortuna e con un sorriso gattaro mi riempie il viso di roba che prude. Beata ignoranza, beata libertà, chi mi ha detto a me di entrare lì dentro ? Inizia il dolore...atroce dolore tra pruriti, causati da quella roba, sensazione di freddo e bollente,voglia di grattarmi la faccia con una grattugia e di schizzare via da li. Ale soffre e non parla, Serena ride e sembra che la maschera gli si spacca pezzo per pezzo.

estetica_viso

Soffro stringendo nel pugno il lenzuolo che si trova sulla mia pancia mentre altre due si occupano delle mie mani e una dei piedi. "Argilla bianca " mi dicono che ho sul viso, una cosa che mi tira la pelle cementificandola del tutto e mi sembra di essere un albero che ha preso vita, o una pietra con occhi e bocca. A stento riesco a parlare e mando a quel paese Ale che mi guarda e ride per quanto anche la sua maschera gli permette. Serena gode nel vederci soffrire e da buona donna trae così la sua vendetta. Io blocco la ragazza che cerca di mettermi lo smalto sulle unghia dei piedi << Cheri sono un maschio, come giro con questa roba addosso ? >> la brunetta ride e mi passa comunque del lucido sopra,quella che si occupa della mia faccia poco dopo mi ripulisce e mi spalma altra roba sopra, e poi ancora e ancora che sembra non finire mai. Ale chiede pietà, io imperterrito continuo quel massacro e massacro diventa quando la tipa inizia la caccia ai punti di sole provocando un dolore che dire allucinante è poco. Mentre stritolo del tutto l'asciugamano le dico sibilando << Ti adoro, sei bravissima ma in questo momento ti impalerei volentieri >> Lei ride mentre continua quel macabro processo e io nella mia mente continuo a ucciderla in modi diversi e altrettanto dolorosi, man mano che va avanti, la vedo morire bruciata dall'olio bollente, poi squartata, spellata viva e altro finchè non finisce. Ale geme disperato e si dibatte sulla sedia cercando di scappare, io rassegnato e dolorante ormai mi lascio andare all'inevitabile. Risultato finale, siamo usciti tutti e tre che sembravamo dei modelli pronti per una sfilata ( anche se il lucido sulle mani lo avrei volentieri evitato ) Serena era bellissima e rilassata, truccata ad arte ed era un peccato rimandarla a casa, così le abbiamo offerto un pranzo...avvelenato per la tortura che ci ha fatto subire? Chissà....

estetica

Pensieri di: FelinoNero alle ore 13:26

lunedì, 23 giugno 2008

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Il giorno del matrimonio dei miei genitori. Me lo hanno raccontato tante di quelle volte che in certi momenti credevo di essere stato lì, con loro, a sorridere vicino a mia madre. E in effetti, in qualche modo ero veramente li, ma non come io pensavo, e devo averla vista bellissima nel suo abito bianco attraverso gli occhi di un'altra donna mentre le sistemava il velo. Allora non potevo saperlo. Anche se non era mia, se non mi aveva ancora visto, devo averla amata in quel preciso istante, quando ha posato la mano sul ventre che mi accoglieva. Com'è strana la vita, forse devo aver espresso un desiderio molto speciale, per riuscire pochi anni dopo a finire tra le sue braccia e Dio solo sa quante volte l'ho ringraziato per questo. I miei nonni, mi dissero che quel giorno sembrava una favola, e lei una principessa bellissima e gentile ma che nelle foto veniva sempre con i suoi occhi verdi e tristi. Chiedevo spesso a zio Alexander perchè la mamma era così malinconia quel giorno, lui tante volte mi ha risposto che non poteva essere felice perchè io non c'ero ancora. Dicono che mio padre ha pianto ma altri negano che sia successo, eppure, tra le loro foto di quel giorno c'è una che non è mai uscita dalla mia memoria. Loro due vicini, emozionati e la mano di lei lì dove c'ero io, sul pancione di cinque mesi di una donna che non avrei invece mai conosciuto ma che mi aveva permesso di conoscere lei, mia madre. Eppure, nella mia memoria di bambino, io non ricordo di essere mai stato lontano, non ricordo il giorno in cui l'ho vista perchè per me è sempre stata con me, vicino a me, per me. Il primo ricordo, o quello piu lontano che riesco a ricordare è un giorno d'estate con me disteso nell'erba a guardare il cielo, insonnolito e in pace, con le dita nei capelli di lei che dormiva al mio fianco, il braccio intorno alla mia vita, proteggendomi da chissà quale pericolo futuro che solo lei poteva vedere. Mi ha sempre protetto, con la consapevolezza che qualcosa sarebbe accaduto non molto tempo dopo e lei non ci sarebbe stata per aiutarmi ancora. Suo fratello gemello, quando ci guardava le chiedeva che cosa vedeva in me e mi sembra di sentirla ancora, la sua voce rispondere - Leggo nei suoi occhi il suo futuro e soffro -  E io, da bambino incosciente, giravo per casa felice, gridando a chiunque che la mia bellissima madre sapeva leggere il futuro, non sapendo nemmeno io cosa fosse il futuro. Come le favole piu belle e desiderate, anche la nostra doveva finire bruscamente,una fine accompagnata da tante lacrime che accompagnavano le parole di mio zio, suo fratello << Torna ad amare la vita come nei giorni in cui raccontavi le favole ai piccoli >> La nostra principessa invece si è spenta, lentamente consumata da un male che non potevamo capire io e mio fratello e che con sè ha portato via qualcosa anche a noi.

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[ Da solo hai chiuso la porta della tua felicità e solo tu hai la chiave.

Ama la vita,come io ho amato te, sempre. ]

Pensieri di: FelinoNero alle ore 17:22

domenica, 22 giugno 2008

rabbia_box

Oggi, a casa mia verso l'ora di pranzo, si è presentato il figlio di mio zio. Un ragazzo completamente diverso da suo padre, da qualche settimana in vacanza a casa sua e non alla scuola di Londra che frequenta. Ha quasi 15 anni ed è veramente un tipo che sa il fatto suo. L'ho sempre visto molto forte, sempre sicuro di se e decisamente coraggioso. Ebbene, oggi è arrivato correndo, il viso sporco e un taglio sul labbro da cui usciva ancora sangue. La camicia bianca strappata e un'espressione furiosa sul viso. - Che è successo ? - ma prima ancora di rispondermi mi ha abbracciato scoppiando in lacrime. Doveva essere colpa di suo padre perchè in quindici anni le sole volte che l'ho visto piangere è sempre stato per colpa di mio zio. Appena è riuscito a parlare mi ha spiegato che avevano litigato furiosamente e che sono arrivati alle mani. Per dirmi il perchè mi ha quasi distrutto il salotto; devo comprare una nuova lampada e un porta giornali che il ninnio mi ha fatto a pezzi. Gli ho detto di farsi una doccia e di rilassarsi, che poteva restare da me quanto voleva ( avrei evitato volentieri che suo padre gli spaccasse la faccia oltre al labbro ). Appena uscito dalla doccia e con i miei vestiti addosso ( due volte piu grandi e larghi di lui ) si è addormentato sul mio letto e risvegliato solo qualche ora fa.Suo padre mi ha chiamato mentre lui dormiva e la conversazione come al solito è stata una cosa spiacevole al massimo. Fermarlo dal venire a riprenderserlo " a calci " come ha detto lui è stata sua moglie e io, con minacce di ogni genere in risposta alle sue ( devo dire che la fantasia non gli manca ). Adesso che scrivo il ragazzo è sceso a incontrare i suoi amici e io gli ho mandato uno dei miei dietro, non credo che Boris si fermi ad un paio di schiaffoni, un approccio ravvicinato della testa del figlio con il muro di casa, di strattoni e qualche pugno. Questa volta il litigio andrà per le lunghe e il ragazzo  è meglio proteggerlo. Un cerbiatto contro una tigre assassina non può nulla.

Pensieri di: FelinoNero alle ore 16:15

sabato, 21 giugno 2008

tired_husbandStanco, ancora e irrimediabilmente stanco. Questa mattina sono andato dal mio medico, qui a napoli. Sono arrivato fuori alla sua porta poco convinto ed esausto e la faccia che ha fatto guardandomi, scrutandomi, scavandomi nel viso non mi è piaciuta. - Sei andato in vacanza o in guerra ? - mi ha chiesto mentre mi accomodavo nel suo studio lasciandomi letteralmente cadere sulla poltrona che mai mi era sembrata così comoda. - Devo farti portare un caffè o rischio che ti addormenti dove sei ? - Io nemmeno la forza di rispondere. Mi sono indicato, ho indicato me stesso, la faccia, il petto il corpo, tutto e lui ha capito nel mio silenzio cosa stavo chiedendo. - Si, ora vediamo perchè stai così....così..poco in forze, per essere gentile - Ho annuito e per qualche minuto devo aver chiuso gli occhi mentre lui andava da un' altra parte a prendere le sue cose. Sognavo, sognavo una telefonata strana e una notizia ancora più strana che non ho fatto in tempo a sapere poichè il doc mi ha risvegliato. - Farai analisi e ora spogliati che ti visito, ce la fai o devo darti una mano ? - Ho scosso la testa e impiegato cinque minuti e oltre solo per levarmi la maglia. Venti minuti dopo ero in piedi davanti alla scrivania, con diversi fogli in mano e il viso del medico stranamente oscurato, due ore dopo il volo per mosca che mi aspettava.

stressQuesta, la mia situazione, quella del ragazzo che amo è simile. Stanco lui ? Non lo so, ma depresso, angosciato, con troppi pensieri e troppe preoccupazioni che non aiutano entrambi a stare bene quando ci  sentiamo. Vorrei aiutarlo in ogni modo ma non so nemmeno aiutare me stesso e benchè ieri sera il " confessionale" sia servito per distenderci un attimino, non credo che i nostri problemi siano risolti. Problemi che non riguardano noi come coppia, quelli faccio in modo che non ci siano mai, che non osino nemmeno pensare di esserci ( mancherebbe solo quello ) ma i problemi delle nostre vite, simili a giostre infernali dalle quali non possiamo scendere nemmeno se vanno troppo veloci e ci sentiamo male.

sbarre

Telefono che squilla mentre sono in aeroporto in attesa dell'imbarco.

-Pronto ?-

- Iv sono Daniel - voce molto agitata

- Dan, che succede? -

- Iv...lo hanno arrestato...- voce disperata

- Arrestato? Chi Dan ? -

- Arin..Ar..lo hanno arrestato dov'è e non possiamo metterci in contatto con lui, non lo permettono -

-Ah..Se le va a cercare tutte, Dan stai calmo, arrivo a mosca e vediamo che fare.. tu sei li ? -

-Si ti aspetto...vieni -

[ Tutte a me ]

Pensieri di: FelinoNero alle ore 11:28

giovedì, 19 giugno 2008
130383213

Come si finisce per diventare un'ombra

A guardarti nello specchio senza vederti

Sapere che il mondo urla e non sentirlo.

Come si finisce in una scatola nera e chiusa

A riflettere su pensieri che ti macinano le ossa

Vedere gli altri che chiamano e dare le spalle.

Come si finisce divorati dal nulla

Freddo il corpo come il cuore l'anima e il pensiero

Dimenticando di chi si ama e ci sta aspettando.

Come si finisce per rinnegare la luce

Restare nell'angolo scelto di un esilio volontario

Smettendo di alzare gli occhi..lassù non è rimasto nulla.

Death__Come_Near_Me_by_FuocoGotico

Pensieri di: FelinoNero alle ore 21:46

giovedì, 12 giugno 2008

finestraStanco, da giorni, da qualche settimana forse. Troppe cose da fare, troppi viaggi avanti e indietro, troppi problemi e troppi pensieri. Sono quelli che fondamentalmente mi uccidono. Giorni tra esami, una figlia da recuperare e una persona che sta decidendo di sparire dalla mia vita e di mettersi contro di me creandomi altri problemi. Resta lui, il mio amore, che nemmeno sta al massimo della salute e delle forze e sentirci diventa quasi un impresa titanica, eroica. Ieri volevo assolutamente sentirlo in serata ma gli occhi non reggevano aperti, le ossa mi facevano male e la testa scoppiava dopo una giornata infernale tra caldo e tensione. Le mie riserve sono ai minimi storici..non ricordavo di essere così poco vitale, forse invecchio anche io, sicuramente sarà questo. Lui ieri non si è sentito bene e avrei voluto resistere per stargli vicino, ma se restavo sveglio ancora venti minuti a finire in ospedale rischiavo io.Iniziavo a diventare irritabile suscettibile e intrattabile, qualunque cosa anche la piu piccola ieri sera mi dava sui nervi e tutto quello che volevo era un telecomando capace di spegnere il mio cervello stracarico e stressato. Ho da farmi perdonare con il mio tesoro, sono due giorni che non riesco a dargli l'attenzionen che dovrei. Nemmeno l'idea della vacanza a Taormina mi rimette in sesto. Un angolo, datemi un angolo, un piccolo posto al buio dove possa appoggiare la testa e lasciatemi lì a tempo indeterminato.

Pensieri di: FelinoNero alle ore 11:02

domenica, 08 giugno 2008

angel1

Ci sono persone che nascono su questa terra ma dopo molti anni o dopo qualche anno di vita, capiscono che qui non è il loro posto. Si rendono conto di una realtà diversa che esiste da qualche parte e da cui forse provengono, e vivono su questa terra come degli esiliati, in attesa di poter far ritorno a casa, la loro vera casa. Vivono senza vivere realmente, tutto quello che dicono, quello che fanno è dettato da motivi particolari come cercare un appiglio in un mare a loro sconosciuto e non amato, che non potranno mai amare o che non potranno mai accettare realmente. Capiterà loro di incontrare qualcuno che risveglierà emozioni, voglia di conoscenza e di contatto umano, allora sì che ameranno, daranno il loro cuore e lo faranno completamente, senza paura, senza rimorsi..perchè tanto sanno che prima o poi andranno via e vogliono dare tutto quel che possono quando ci sono. Se quindi a te sembra che ti danno qualunque cosa finisci poi per renderti conto che loro in questo amore sono come ombre, ti regalano il sole ma i raggi dorati stranamente non colpiscono anche loro, ti regalano la felicità che ti fa risplendere e stranamente questa felicità non abbaglia anche loro. Perchè. Ti chiedi e ti chiederai mille volte perchè e quando la risposta verrà verso di te in tutta la sua desolante bellezza e tristezza rimmarai sconvolto, desolato, impotente, da solo. Ti renderai conto che loro non ci sono mai stati, erano con te e ti parlavano senza veramente esserci. Sarai arrabbiato, frustrato, contro di loro e contro il mondo in cui vorrebbero scappare in cui tu non potrai mettere piede ma che solo nei loro occhi sognanti lo vedi bellissimo, e la terra non può certo competere come non puoi competere tu. Possono variare gli anni in cui sarai illusoriamente al sicuro e in una piccola sfera di felicità dove l'altro ti è vicino ma senza esserci del tutto. La sfera, molti ti diranno che prima o poi si romperà ma tu non sarai capace di allontanartene prima che ciò avvenga, distrutto e dolorante resterai fino alla fine, con chi ti ha regalato il mondo intero che stranamente non ama nemmeno. Il giorno in cui tutto cadrà a pezzi, tu sarai lì nella sfera e ti farai male, dopo una lunghissima attesa, estenuante, durata giorni, notti, anni, in cui ti sarai chiesto se domani era il momento della fine senza che poi arrivasse e quando arriva per loro è una liberazione, quella tanto agognata, per te la morte in terra. Se il dolore, l'attesa, l'incertezza di perdere ciò che ami può durare molto, l'attimo in cui tutto si perde dura pochissimo ma ciò che provi in quel preciso istante è qualcosa che non vorresti mai più risentire finchè respiri. Loro andranno via e tu resterai solo, si creerà per te un secondo mondo nel tuo, quello del passato in cui vorresti tornare con tutto te stesso, e quello spaventoso di un presente completamente diverso e vuoto. Un taglio temporale, ma in nessuno dei due chi hai amato c'è piu, non ci sarà mai più da nessuna parte, ti dirai tra le lacrime che devi essere felice perchè è tornato a casa, è libero, è vivo ovunque è.  Ma ..poi ti osservi e ti chiederai per sempre, cosa ne è della tua di casa adesso?

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Lezione di vita che ho dolorosamente imparato e non voglio ripetere ancora. Mai più.

Non ce la farei.

Pensieri di: FelinoNero alle ore 17:07

sabato, 07 giugno 2008
roby2

Parigi 1996

uzzi1

Quel giorno eri arrivato da Baltimora e io sarei dovuto venire a prenderti, invece ero a letto alle nove e mezza a dormire, in stato comatoso di sonno arrettrato, perchè la sera prima ero rimasto troppo tempo sui libri. Tony mi citofonò per oltre un'ora e io non risposi e non mi svegliai nemmeno, era venuto a dirmi che tu dall'aeroporto avevi chiamato per sapere dove ero finito. Io dormivo sognando di vederti e tu eri lì ad aspettare seduto sul muretto. Dopo due ore, quando hai capito che non sarei venuto hai preso un taxi e sei venuto tu da me, a casa tua, diventata anche la mia. Io però, non ero più lì, appena svegliato e ricordato dell'appuntamento ero corso via come un pazzo per cercare di raggiungerti ed ero impantanato nel traffico di Rue de Rivoli su un autobus che non voleva saperne di camminare. L'idea di rivederti mi aveva messo in agitazione, ero in piedi a cercare di capire perchè non avanzavamo e disperato urlavo al guidatore " Hei perchè non vai? Io ho da fare! Ho un impegno importantissimo..muoviti ti prego...e muoviti ! " Tutto inutile, scesi da lì e raggiunsi il nostro bar dove ero certo che ti avrei trovato a piedi e di corsa, due chilometri circa fatti a perdifiato, camicia mezza abbottonata, jeans troppo largo in vita che rischiava di cadermi di dosso e solo le nike al piede mi salvarono da rovinose cadute. Entrai nel bar come un esagitato, osservandomi intorno e cercandoti con gli occhi. Ti trovai, seduto al bancone, con la tua solita calma, il basco nero in testa e vestito in modo impeccabile, reggevi un bicchiere di succo d'ananas in mano ( come lo chiamavi tu il pineapple ) e chiacchieravi con Tony e Frank. Ti girasti per osservarmi e il sorriso non scomparve dal tuo viso sempre inquieto e perso in qualche mondo altrove, io prima che tu potessi dirmi quanto ero stupido e irresponsabile, incapace di svegliarmi per venirti a prendere mi fiondai ad abbracciarti " Oddio sei qui..grazie ..grazie.. grazie.." .

ipocrisiaChiedesti a Frank un pennarello nero indelebile e dopo avermi aperto il palmo della mano ci scrivesti " Enfant " e " Gli impegni si mantengono" in modo che io imparassi la lezione, seguita dal solito bacio sulla fronte. Avevo meno di ventanni contro i tuoi trenta e non poche volte mi avevi rimproverato dicendomi che ero ancora un ragazzino viziato e irresponsabile. Passammo due mesi tra uscite con amici, impegni di lavoro tuoi, nottate in bianco, liste di cose da fare e alla fine mi insegnasti a ballare il valzer perchè sarei dovuto essere il cavaliere di una delle debuttanti. Sara, Tony, Josh e gli altri non ci mollavano soli un secondo e per poter stare in pace eravamo costretti a scappare da tutto e tutti alla reggia di Versailles. Quasi ogni fine settimana eravamo lì, solo noi due, tra i giardini e i viali alberati o seduti vicino al lago a dar da mangiare ai cigni. Ti piaceva il giardino del Trianon, arrampicati su quella grande fontana di tre metri e stesi al sole dove potevamo parlare senza essere uditi da nessuno e potevamo cantare e sentirti cantare con la tua bellissima voce. Nulla, in quelle giornate di sole e felicità fragile ma quasi perfetta poteva farci presagire che poco meno di due anni dopo saresti morto a soli trentadue anni.

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1998

Sono rimasto io e la tua ombra a farmi compagnia

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" Chi deve volare via non puoi trattenerlo a lungo "

Robert

Pensieri di: FelinoNero alle ore 14:36

sabato, 07 giugno 2008
Woman in the rain
Dati i problemi di connessione e linea
che si impediscono di sentirci, ti do qui
il mio saluto notturno.
Buonanotte amore mio
Ti amo.
Pensieri di: FelinoNero alle ore 00:11
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venerdì, 06 giugno 2008

rosaaa

Alba: esco dall'ospedale e me ne vado per le strade di mosca, da solo.

Da tempo non rimanevo veramente solo con me stesso, senza nessuno

dei miei uomini, amici, conoscenti, parenti, intorno. Solo, tra le strade vuote.

Non sarei dovuto uscire, me lo hanno detto in tanti, ma restare lì nel letto non

ce la facevo più. Sono cinque mesi che non vedo altro che ospedali, pareti bianche

e medici con i loro camici che mi riempiono la testa delle loro teorie e dei loro perchè.

Arrivo al parco , dove andavo con mia madre da bambino.La sua panchina è ancora lì.

Tante sue parole mi ritornano alla mente, tanti suoi abbracci che sembravano durare in eterno

mentre nascondevo la faccia nella sua lunga chioma di capelli neri e lei mi nascondeva con il

suo cappotto elegante e caldo. Avvolto in quel modo avrei passato tutti gli anni della mia infanzia.

Invece se n'è andata per prima, e la sua promessa dell'esserci con me per sempre non l'ha mantenuta.

E come tante volte ho fatto da quando l'ho persa, sono andato nel solo luogo di pace

che posso trovare qui a mosca, circondato da alberi e dal vento che ancora parla.

Parla per me, parla per lei, se mi siedo sulla nostra panchina posso sentirla

il suo respiro lento contro la mia guancia, le sue belle dita tra i miei capelli

e la sua voce, come quella di ogni madre mentre canta una ninna nanna.

Per me non c'erano canzoni ma la sua preoccupazione, la sua ansia

di non potermi rivedere il domani, di non poter stare ancora insieme.

Della mia vita in quei anni non ho nulla di certo, solo ricordi spezzati

emozioni che si trascinano ancora verso il me di ora, un uomo.

In mezzo a tutti quei silenzi, a quelle lacrime a quelle giornate

resta lei come unica certezza, come unico riparo, unico sorriso.

Resta anche quella rosa sulla tua panchina, finchè la pioggia

o il vento non la spazzeranno via, come è successo con te..

Woman in the rain

 

Grazie per ogni istante che eri con me

Pensieri di: FelinoNero alle ore 12:21

giovedì, 05 giugno 2008
il dolore della menteImprovvisamente il dolore....
Si squarcia il velo dell'attimo di gioia e resto vuoto. Riempito solo da un dolore immenso, devastante, che come una macchia di nero inchiostro si espande. Lui che amo improvvisamente diventa il mio dolore e non riesco a dire piu una sola parola. Estranei, chiusi ogniuno nel proprio angolo, nel proprio guscio, incapaci di parlarci e spiegarci, nonostante l'amore provato. Io ho sbagliato, ho frainteso, ho dato peso a qualcosa che non c'era, o che ho capito male ed è partito lo strazio. Lui non riesce a confidarsi, non riesce a parlarmi, non riesce a dirmi cosa c'è che non va. Non è sapere i suoi pensieri che voglio, solo sapere che posto ho io, che ruolo, che scopo. Ancora una volta si fa troppi problemi, troppe colpe che non ha. Invece di avere il tempo di spiegarci ho solo il tempo per chiamare l'ambulanza e cercare di resistere al bruciore che invade il petto fino a farmi perdere la coscienza. Avrei voluto dirgli tante cose ieri, avrei voluto spiegargli ancora una volta cosa penso e cosa provo ma non ho potuto.
Pensieri di: FelinoNero alle ore 20:06

mercoledì, 04 giugno 2008

55526032nuIl mio primo lavoro all'estero. Avevo appena compiuto 21 anni, ero al terzo anno di università di economia, fidanzato da un anno e mi sarei sposato nel luglio dell'anno dopo. Da un anno lavoravo a Praga e a detta di mio zio e mio padre ero pronto per un viaggio fuori.La mia allora non ancora moglie non era felice di quella partenza, due settimane fuori, due settimane lontani. Con me sarebbe venuto non un Daniel che ancora era in addestramento e nemmeno Arin il segugio ma un ragazzo che conoscevo da qualche mese, alle dipendenze di mio zio. Due anni più grande di me ma a dover scegliere chi tra me e lui era più maturo sarebbe stato un compito arduo. Davanti mio zio, freddo e sempre nervoso, si mostrava perfetto, in ordine e disciplinato, appena arrivammo a Damasco cambiò la musica. La prima cosa che fece fu portarmi tra le strade e i mercati " Liberi, siamo liberi ora, vieni divertiamoci " Divertiamoci ? mi impuntai con i piedi a terra come un mulo che non vuole avanzare, troppo inquadrato io, troppo assuefatto a ubbidire e decisamente poco intenzionato a sentire l'urlo di mio padre nelle orecchie fino a farmi sanguinare. Ovviamente, senza lui che sapeva qualcosa del posto, mi persi e nè il russo nè il francese e nemmeno il tedesco mi aiutarono a farmi capire. Camminai per ore sotto il sole, senza bere e senza mangiare e verso le 5 del pomeriggio, esausto entrai in una sottospecie di chiesa o sinagoga e mi addormentai indisturbato. Due uomini del posto e colleghi di mio padre vennero a prendermi, come mi trovarono non l'ho mai capito, uno di loro mi consegnò un appunto della telefonata avuta con il mio genitore " Perditi di nuovo e ti vengo a prendere io a modo mio. Fai il tuo lavoro, non sei in vacanza. " Altro che vacanza , quelle due settimane furono un incubo, della peggior specie. Il ragazzo che era con me? e chi l'ha mai più rivisto, per quanto ne so è ancora lì...a divertirsi.

Pensieri di: FelinoNero alle ore 11:44
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